Antiossidanti e allenamento: amici o nemici?

Antiossidanti e sport: tra benefici, miti e rischi per la performance atletica

Il muscolo scheletrico rappresenta la principale riserva proteica del nostro corpo ed è un regolatore chiave dell’omeostasi di glucosio e lipidi. Di conseguenza, la crescita o la perdita di massa muscolare influenzano non solo il metabolismo generale, ma anche la locomozione, l’alimentazione e la respirazione. Non sorprende, quindi, che una perdita muscolare eccessiva sia un indice prognostico negativo in numerose patologie, tra cui il cancro, l’insufficienza d’organo, le infezioni e l’invecchiamento patologico.

La funzionalità del muscolo è determinata da diversi sistemi di qualità che regolano l’attività delle proteine contrattili e degli organelli cellulari. Questi sistemi sono controllati da programmi trascrizionali che permettono alle cellule muscolari di adattarsi ai segnali ambientali e nutrizionali. Fattori meccanici, stress ossidativo, disponibilità di nutrienti ed energia, insieme a citochine e fattori di crescita, modulano vie di segnalazione che, a loro volta, influenzano il turnover proteico e il rinnovo degli organelli cellulari.

Le ricerche in questo campo evidenziano nuovi meccanismi di regolazione, fornendo strumenti sempre più precisi per comprendere e ottimizzare la salute muscolare.

Negli ultimi anni, il ruolo dei radicali liberi prodotti durante l’allenamento e l’uso degli antiossidanti hanno suscitato grande interesse nella comunità scientifica, portando a nuove scoperte e a una revisione delle pratiche nutrizionali per gli atleti.

ROS: molecole prodotte in allenamento

Gli atleti per definizione si allenano. E sappiamo dagli anni ’80 che la contrazione del muscolo scheletrico genera specie reattive di ossigeno (ROS).

CategoriaSpecie ROSDescrizione
ROS non radicaliciH₂O₂ (Perossido di idrogeno)Prodotto comunemente dalla dismutazione di O₂.⁻ tramite la superossido dismutasi. È un forte ossidante a due elettroni, ma la sua reattività con i bersagli biologici è limitata a causa dell’alta energia di attivazione e delle basse concentrazioni cellulari.
Idroperossidi organiciClasse di ROS che comprende gli idroperossidi derivati dalla perossidazione lipidica di acidi grassi polinsaturi e steroli (come il colesterolo).
Ossigeno singolettoForma elettronicamente eccitata dell’ossigeno che può essere generata tramite fotoeccitazione.
ROS radicaliciO₂.⁻ (Anione superossido)Formato quando l’ossigeno molecolare accetta un singolo elettrone.
HO (Radicale idrossilico)Il ROS più reattivo, formato dalla riduzione di H₂O₂ tramite una reazione catalizzata da metalli (es. Fe²⁺).
Radicale perossilicoGenerato dalla reazione tra ossigeno molecolare e radicali carbonio-centrici.

Le Principali Fonti di Produzione di Specie Reattive dell’Ossigeno nei Muscoli Scheletrici

Determinare le principali sedi di produzione delle specie reattive dell’ossigeno nei muscoli scheletrici è complesso, poiché diversi percorsi biochimici possono generare radicali liberi durante la contrazione muscolare. Tuttavia, le evidenze attuali suggeriscono che le fonti primarie di produzione di ROS nei muscoli scheletrici siano:

✅ Mitocondri → Anche se il 95-98% dell’ossigeno consumato viene convertito in ATP e acqua, il 2-5% subisce una riduzione incompleta, generando superossido (O₂⁻).
✅ Xantina ossidasi → Enzima coinvolto nel metabolismo purinico, che genera superossido durante la conversione dell’ipoxantina in acido urico.
✅ NAD(P)H ossidasi → Un complesso enzimatico presente nelle membrane cellulari, che contribuisce alla produzione di radicali.
✅ Ossido nitrico sintasi → Produce ossido nitrico, che può reagire con il superossido per formare perossinitrito (ONOO⁻), un potente agente ossidante.

Fonti Secondarie di ROS Durante l’Esercizio

Auto-ossidazione delle catecolamine (adrenalina, noradrenalina) → Può generare radicali liberi.
Attivazione dei globuli bianchi fagocitici → I neutrofili e i macrofagi rilasciano ROS come parte della risposta immunitaria.
Rottura delle proteine contenenti ferro → Il ferro libero può catalizzare la produzione di radicali tramite la reazione di Fenton.

Cambio di paradigma

Per decenni, i radicali liberi sono stati visti come nemici della salute muscolare, responsabili dell’invecchiamento cellulare e dello stress ossidativo.

Negli anni ’90 si è verificato però un cambiamento di paradigma e contrariamente alla convinzione che le specie reattive dell’ossigeno fossero solo dannose, studi sempre più numerosi hanno dimostrato che sono anche importanti molecole di segnalazione cellulare e sono essenziali per stimolare adattamenti fisiologici positivi.

In particolare, esercitano un ruolo specifico su:

  • Incremento della capacità antiossidante endogena;
  • Miglioramento della funzione mitocondriale;
  • Regolazione della crescita muscolare e del recupero.

Vediamoli in dettaglio.

Incremento della capacità antiossidante endogena

Dato il ruolo delle specie reattive dell’ossigeno nel contribuire allo stress ossidativo e alla fatica muscolare, non sorprende che le fibre muscolari scheletriche contengano meccanismi di difesa per ridurre il rischio di danni ossidativi.

Sistemi difensivi che si dividono in due grandi classi: antiossidanti enzimatici e antiossidanti non enzimatici.

Antiossidanti enzimatici

Sono proteine che neutralizzano i radicali liberi e le specie reattive dell’ossigeno attraverso reazioni enzimatiche. I principali sono:

  • Superossido dismutasi (SOD): converte il radicale superossido (O₂•⁻) in perossido di idrogeno (H₂O₂).

  • Catalasi (CAT): degrada il perossido di idrogeno in acqua e ossigeno, prevenendo danni cellulari.

  • Glutatione perossidasi (GPx): riduce il perossido di idrogeno e altri perossidi lipidici utilizzando il glutatione ridotto (GSH).

Antiossidanti non enzimatici

Sono molecole di natura diversa che neutralizzano direttamente i radicali liberi. I principali sono:

  • Glutatione (GSH): un tripeptide che agisce come cofattore di enzimi antiossidanti e direttamente come scavenger di radicali liberi.

  • Vitamine:

    • Vitamina C (acido ascorbico): dona elettroni per neutralizzare i radicali liberi.

    • Vitamina E (tocoferoli e tocotrienoli): protegge i lipidi di membrana dall’ossidazione.

  • Coenzima Q10: agisce come antiossidante nelle membrane cellulari e nei mitocondri.

  • Acido urico e bilirubina: prodotti metabolici con proprietà antiossidanti.

  • Polifenoli e flavonoidi: composti vegetali con attività antiossidante.

 

Più ci alleniamo più antiossidanti produciamo e diventiamo così più resistenti allo stress ossidativo nel tempo.

 

Biogenesi mitocondriale: il motore della resistenza e della salute metabolica

I mitocondri sono spesso definiti le “centrali energetiche” delle cellule, perché producono l’energia necessaria per tutte le funzioni vitali. La loro efficienza non è importante solo per gli atleti, ma per chiunque voglia mantenere un metabolismo sano e prevenire malattie legate all’invecchiamento, come diabete di tipo 2, obesità e patologie neurodegenerative.

Con il tempo, lo stress e uno stile di vita sedentario possono compromettere la funzionalità mitocondriale, portando a una ridotta capacità di produrre energia. Per questo motivo, stimolare la biogenesi mitocondriale – ovvero la creazione di nuovi mitocondri – è fondamentale non solo per migliorare la resistenza muscolare, ma anche per mantenere l’efficienza cellulare e rallentare l’invecchiamento.

L’allenamento di resistenza è uno dei modi più efficaci per attivare questo processo, inducendo cambiamenti a livello genetico che favoriscono la crescita e il rinnovamento dei mitocondri.

Come avviene la biogenesi mitocondriale?

Per costruire nuovi mitocondri, il nostro corpo deve attivare circa 1200 geni, la maggior parte dei quali si trovano nel nucleo delle cellule muscolari e circa 13 solo nei mitocondri.

Sistema complesso che viene innescato dall’allenamento e dai radicali liberi prodotti di conseguenza.

Le specie reattive dell’ossigeno infatti funzionano come veri e propri segnali che attivano fattori di trascrizione e coattivatori chiave:

  • PGC-1α: considerato il “regista” della biogenesi mitocondriale, coordina l’attivazione di diversi geni coinvolti nel processo.

  • NRF-1 e NRF-2: regolano l’espressione di proteine mitocondriali e degli enzimi della catena respiratoria, fondamentali per la produzione di energia.

  • TFAM (Mitochondrial Transcription Factor A): essenziale per la replicazione e la trascrizione del DNA mitocondriale, garantisce che i mitocondri possano duplicarsi e funzionare correttamente.

Grazie a questo meccanismo combinato (allenamento-stress ossidativo), l’organismo diventa più efficiente nel produrre energia. Questo non solo ottimizza le prestazioni sportive, ma aiuta anche a prevenire patologie metaboliche e a mantenere un buon livello di salute nel tempo.

Regolazione della crescita muscolare

La crescita muscolare è un processo legato all’allenamento e alla nutrizione, come  risultato di una sofisticata rete di segnali molecolari che regolano l’ipertrofia e il rimodellamento del tessuto muscolare.

Tra i protagonisti di questa regolazione troviamo le specie reattive dell’ossigeno, che agiscono stimolando le seguenti vie anaboliche.

1. Attivazione della via Akt/mTOR: il motore della sintesi proteica

Uno dei meccanismi fondamentali attraverso cui i ROS regolano la crescita muscolare è l’attivazione della via Akt/mTOR (mammalian target of rapamycin), il principale pathway coinvolto nella sintesi proteica e nella regolazione dell’ipertrofia muscolare.

Questa via di segnalazione è innescata da una serie di stimoli, tra cui l’attività contrattile del muscolo, la disponibilità di nutrienti e la presenza di fattori di crescita. I ROS, prodotti durante l’esercizio fisico, agiscono come messaggeri intracellulari che attivano Akt, una proteina chinasi cruciale che a sua volta stimola mTOR. Questo porta a un aumento della sintesi proteica, essenziale per la crescita e il mantenimento della massa muscolare. Senza questa attivazione, il muscolo non potrebbe adattarsi in modo efficiente agli stimoli dell’allenamento, limitando il potenziale di crescita e recupero.

2. Stimolazione dell’IGF-1: il fattore chiave dell’ipertrofia

L’insulin-like growth factor 1 (IGF-1) è uno dei principali mediatori della crescita muscolare. Questo fattore di crescita, prodotto sia a livello epatico che locale nel muscolo scheletrico, gioca un ruolo cruciale nell’adattamento all’allenamento.

Le specie reattive dell’ossigeno stimolano l’espressione di IGF-1, che agisce sia in modo autocrino che paracrino, promuovendo la proliferazione delle cellule muscolari e l’attivazione della via Akt/mTOR. Questo processo favorisce l’aumento della massa muscolare e migliora la capacità di rigenerazione del tessuto dopo uno sforzo intenso. L’IGF-1 non solo stimola la sintesi proteica, ma inibisce anche la degradazione muscolare, contrastando i processi catabolici che potrebbero compromettere la crescita.

3. Modulazione delle cellule satellite: il ruolo delle staminali muscolari

Le cellule satellite sono cellule staminali muscolari situate tra la membrana basale e il sarcolemma delle fibre muscolari. Queste cellule svolgono un ruolo fondamentale nella riparazione e nell’adattamento del muscolo scheletrico in risposta all’allenamento e a eventuali danni.

I ROS regolano l’attività delle cellule satellite attraverso diversi meccanismi:

  • Favoriscono la loro attivazione e proliferazione dopo un danno muscolare o un intenso esercizio fisico.

  • Stimolano la loro differenziazione in nuove fibre muscolari o il loro contributo alla crescita delle fibre esistenti.

  • Regolano l’equilibrio tra auto-rinnovamento e differenziamento, mantenendo una riserva funzionale di cellule satellite per future esigenze di riparazione.

 

L’interazione tra ROS e crescita muscolare evidenzia come queste molecole siano attori fondamentali nella regolazione della funzione muscolare. L’attivazione della via Akt/mTOR, la stimolazione dell’IGF-1 e la modulazione delle cellule satellite dimostrano come i ROS siano parte integrante dei processi di adattamento e ipertrofia muscolare.

 

E gli antiossidanti allora?

Per anni, considerati alleati imprescindibili per gli sportivi, le nuove ricerche mettono in dubbio questa convinzione.

L’idea che l’integrazione di antiossidanti sia benefica durante l’allenamento si sta rivelando un mito, con il dubbio che possa al contrario ostacolare gli adattamenti muscolari.

Dosi elevate di antiossidanti possono infatti ridurre lo stress ossidativo al punto da interferire con i segnali che stimolano l’adattamento all’esercizio. In altre parole, limitando la naturale risposta infiammatoria dell’organismo post-allenamento, gli antiossidanti in eccesso potrebbero rallentare il miglioramento della performance e della resistenza muscolare.

In sintesi:

  • Gli antiossidanti non migliorano il recupero muscolare.
  •  Non ci sono prove che aumentino le prestazioni sportive.
  • Al contrario, dosi elevate di antiossidanti potrebbero ridurre l’efficacia dell’allenamento, interferendo con i segnali che stimolano l’adattamento muscolare.
  • L’esercizio fisico stimola la produzione di enzimi antiossidanti, migliorando la resistenza allo stress ossidativo nel tempo.
  • L’approccio migliore per la protezione dallo stress ossidativo è un allenamento regolare e uno stile di vita equilibrato.
  • L’unica eccezione è rappresentata da situazioni di carenze nutrizionali clinicamente accertate o regimi alimentari particolarmente restrittivi, in cui l’assunzione di antiossidanti potrebbe essere necessaria.

Quindi: alleniamoci, stressiamoci e godiamoci l’adattamento allo stress!

 

Riferimenti bibliografici:

Jackson MJ, et al. Redox Control of Signalling Responses to Contractile Activity and Ageing in Skeletal Muscle. Cells. 2022 May 20;11(10):1698. doi: 10.3390/cells11101698. PMID: 35626735; PMCID: PMC9139227.

Powers SK, et al. Reactive oxygen species promote endurance exercise-induced adaptations in skeletal muscles. J Sport Health Sci. 2024 Nov;13(6):780-792.

Sakellariou GK, et al. Studies of mitochondrial and nonmitochondrial sources implicate nicotinamide adenine dinucleotide phosphate oxidase(s) in the increased skeletal muscle superoxide generation that occurs during contractile activity. Antioxid Redox Signal. 2013 Feb 20;18(6):603-21.

Sartori R, et al. Mechanisms of muscle atrophy and hypertrophy: implications in health and disease. Nat Commun. 2021 Jan 12;12(1):330.

Felicina Biorci

Biologo Nutrizionista – Comitato Scientifico Sanis

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