Carnitina: dal mito sportivo all’equilibrio metabolico cellulare

Una molecola che ha fatto la storia e poi è scomparsa

Ci sono sostanze che, nella storia della nutrizione sportiva, sono passate dal mito al silenzio nel giro di pochi anni.
La carnitina è una di queste.

Nel 1982, dopo i Mondiali di calcio in Spagna, si diffuse l’idea che l’integrazione di L-carnitina potesse “bruciare i grassi” e aumentare la resistenza. Fu subito un successo mediatico: giornali, squadre, preparatori atletici e integratori cavalcarono il messaggio con entusiasmo.
Ma la scienza, come spesso accade, è più complessa delle promesse pubblicitarie.

Negli anni successivi, gli studi clinici mostrarono che l’assorbimento intestinale era limitato, che i livelli muscolari di carnitina erano rigidamente regolati e che gli effetti ergogenici diretti erano trascurabili (Evans & Fornasini, 2003; Wall et al., 2011).
Così la carnitina uscì rapidamente dai riflettori.

Oggi, a distanza di quarant’anni, la ritroviamo però in una luce diversa: non più come semplice brucia-grassi, ma come cofattore essenziale per il funzionamento mitocondriale e la flessibilità metabolica, riconosciuta anche come osmoprotettore coinvolto nella regolazione del volume cellulare e come modulatore di diversi marker infiammatori sistemici (Virmani & Cirulli, 2022).

Struttura e metabolismo della carnitina

La L-carnitina è un derivato quaternario dell’amminoacido lisina, metilato attraverso la S-adenosil-metionina.
L’organismo la sintetizza nel fegato e nei reni, ma non nel muscolo, dove invece si accumula in concentrazioni molto elevate (fino al 98% del contenuto corporeo totale).
Le principali fonti alimentari sono carne rossa, pesce e latticini.

Una volta assorbita, la carnitina entra nelle cellule principalmente tramite OCTN2 (organic cation/carnitine transporter 2, SLC22A5), un trasportatore Na⁺-dipendente ad alta affinità che governa l’accumulo tissutale e il mantenimento del pool intracellulare di carnitina (Juraszek & Nałęcz, 2020; Longo et al., 2016). Questo sistema di trasporto fa sì che, anche se la supplementazione orale aumenta i livelli plasmatici, le concentrazioni tissutali – in particolare nel muscolo – restino relativamente stabili nel tempo, a meno di interventi protratti e insulino-mediati.

La carnitina come chiave d’accesso ai mitocondri

Il ruolo più noto della carnitina è quello di trasportatore degli acidi grassi a lunga catena all’interno dei mitocondri, dove vengono ossidati per produrre ATP attraverso il sistema della carnitina palmitoiltransferasi (CPT) e della carnitina-acilcarnitina translocasi (Longo et al., 2016).

Questo processo è orchestrato da tre componenti principali:

  • Carnitina Palmitoil-Transferasi I (CPT-I) – situata sulla membrana mitocondriale esterna, catalizza la formazione di acil-carnitina a partire da acil-CoA e carnitina;

  • Carnitina-Acilcarnitina Translocasi (CACT) – trasporta l’acil-carnitina attraverso la membrana mitocondriale interna in scambio con carnitina libera;

  • CPT-II – localizzata sul lato matriciale della membrana interna, riconverte l’acil-carnitina in acil-CoA, liberando carnitina libera per un nuovo ciclo.

Senza questo sistema, gli acidi grassi a lunga catena non possono attraversare la doppia membrana mitocondriale e la β-ossidazione si blocca.

La carnitina è dunque un vettore essenziale per la β-ossidazione, ma anche un vero regolatore del traffico energetico: attraverso il buffering del rapporto acetil-CoA/CoA e la formazione di acetil-carnitina contribuisce a modulare la selezione dei substrati (lipidi vs carboidrati) in funzione dello stato metabolico (riposo, esercizio, digiuno) (Stephens et al., 2007).

La funzione buffer metabolica: acetil-carnitina e bilancio del CoA

Oltre al ruolo di trasporto, la carnitina svolge una funzione di omeostasi intramitocondriale.
Agisce come buffer di gruppi acetile, mantenendo bilanciato il rapporto acetil-CoA/CoA libero, cruciale per l’attività del ciclo di Krebs e della piruvato deidrogenasi (PDH) (Stephens et al., 2013).

Quando l’acetil-CoA si accumula, inibendo la PDH, la carnitina lega l’eccesso di gruppi acetile formando acetil-carnitina, che può poi essere esportata nel citosol o ossidata.
In questo modo, libera CoA e mantiene il motore mitocondriale sbloccato.

È un meccanismo elegante, che dimostra come la carnitina non sia solo un vettore di ingresso, ma anche un modulatore dinamico della bioenergetica cellulare.

La carnitina come osmolita compatibile

Una funzione meno nota — ma di grande rilevanza fisiologica — è quella di osmolita compatibile.
In cellule cardiache e in vari tessuti ad alta esposizione a stress osmotico, taurina e carnitina agiscono come osmoprotettori (‘compatible osmolytes’), contribuendo alla stabilità di membrana e alla regolazione del volume cellulare.
(Schaffer et al., 2010).

Gli osmoliti compatibili, come taurina, betaina, creatina e carnitina, stabilizzano le proteine e le membrane senza interferire con le reazioni enzimatiche.
Durante stress osmotici (esercizio intenso, disidratazione, ipossia, acidosi), la carnitina aiuta a preservare la struttura delle proteine contrattili e la funzionalità mitocondriale, riducendo il danno ossidativo e l’apoptosi.

In alcune cellule renali e cardiache, la carnitina agisce in sinergia con la taurina per proteggere le membrane dall’alterazione volumetrica.
Nel muscolo, questa funzione contribuisce al mantenimento della turgidità cellulare e della capacità contrattile durante condizioni di stress metabolico.

Regolatore della flessibilità metabolica

Oggi, più che un “brucia-grassi”, la carnitina viene vista come un modulatore della flessibilità metabolica: la capacità dell’organismo di passare agilmente dai carboidrati ai lipidi come fonte di energia.
Questo è un aspetto cruciale sia per la performance atletica sia per la prevenzione di disfunzioni metaboliche come la resistenza insulinica (Stephens et al., 2013; Noland, 2021).

In condizioni di carenza di carnitina o di difetto del sistema CPT, il muscolo perde questa flessibilità: si accumulano intermedi lipidici tossici, aumenta lo stress ossidativo e si riduce la capacità di ossidare grassi (Longo et al., 2022).
Il risultato è un metabolismo “rigido”, meno efficiente e più incline al catabolismo.


Carnitina e condizioni patologiche

Il ruolo fisiologico della carnitina diventa ancora più evidente in alcune malattie genetiche o metaboliche:

Felicina Biorci

Comitato Scientifico SANIS

Journal

Il Journal di Sanis pubblica articoli scientifici sulla nutrizione e sull’integrazione nello sport: trattazioni da letteratura e lavori originali di esperti in nutrizione sportiva.

Iscriviti alla newsletter

Le ultime notizie

Archivio per categorie

“Sanis Journal” è una pubblicazione online non registrata, disponibile sul web all’indirizzo www.sanis.it. Tutti i lavori proposti per la pubblicazione alla redazione di “Sanis Journal” vengono esaminati dal nostro Comitato Scientifico.

Le informazioni fornite su Sanis Journal hanno natura generale e sono pubblicate con uno scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (nutrizionisti, dietisti, odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, ecc.).

Le nozioni e le eventuali informazioni riguardanti procedure mediche, posologie e/o descrizioni di farmaci o prodotti presenti nelle voci hanno fine unicamente illustrativo e non permettono di acquisire la manualità e l’esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica. Nessuno dei singoli contributori, operatori di sistema, sviluppatori, né altre parti connesse a Sanis Journal può esser ritenuto responsabile dei risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni pubblicate.

Tutti gli articoli e i materiali contenuti all’interno della rivista online possono essere liberamente utilizzati a scopi personali e non commerciali. E’ permessa la riproduzione e ripubblicazione a mezzo stampa a condizione che sia sempre chiaramente visibile il nome dell’autore e la fonte www.sanis.it; in caso di riproduzioni parziali occorre specificare che il testo integrale è disponibile sul sito www.sanis.it. La ripubblicazione integrale degli articoli in internet non è ammessa, a meno di permesso specificamente rilasciato dalla redazione della rivista. E’ viceversa concessa la pubblicazione delle prime righe di ciascun articolo rinviando esplicitamente per il testo completo, mediante predisposizione di link, alla pagina specifica del sito www.sanis.it. Ad avvenuta ripubblicazione o riproduzione occorre comunque dare comunicazione all’indirizzo info@akesios.it.

Il sito www.sanis.it. non viene aggiornato con periodicità regolare e dunque non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001 e successive modifiche e integrazioni. La responsabilità delle dichiarazioni, delle informazioni e dei dati riportati nei materiali visibili sul sito www.sanis.it è riconducibile unicamente agli autori dei materiali medesimi. La rivista Sanis Journal non effettua un controllo sulla veridicità dei dati e delle informazioni riportate e declina ogni responsabilità a riguardo.

La rivista Sanis Journal cercherà in tutti i modi di evitare la pubblicazione in rete di informazioni erronee ed affermazioni che possano in alcun modo essere considerate lesive di diritti di terzi; la responsabilità di esse resta comunque pienamente a carico degli autori degli specifici contributi eventualmente individuati. Nessuna responsabilità può essere attribuita a Sanis in caso di diffusione di materiali, dati, informazioni, dichiarazioni, omissioni considerate erronee o in qualche modo implicate in illeciti di varia natura.

Sanis può rimuovere dal sito materiali che possano essere considerati in qualche modo lesivi di diritti di terzi. A tal fine chiunque riscontri la pubblicazione sul sito di materiali che in qualche modo possono essere ritenuti offensivi o lesivi dei propri o di altrui interessi è pregato di segnalarlo all’indirizzo info@akesios.it.

Stai cercando il percorso SANIS
più adatto a te?

Siamo qui per aiutarti! Scrivici per ricevere tutte le informazioni sulle nostre scuole e i nostri corsi e ti ricontatteremo!