La valutazione della composizione corporea rappresenta oggi uno degli strumenti più utilizzati in ambito clinico, sportivo e nutrizionale. Tra le varie metodologie esistenti, l’antropometria si distingue per la sua accessibilità, non invasività e validità, soprattutto se supportata da protocolli standardizzati.
Questo articolo approfondisce il ruolo dell’antropometria nella stima della composizione corporea, alla luce delle recenti evidenze scientifiche e della lunga tradizione che accompagna questa disciplina.
Antropometria, cineantropometria e metodo ISAK : origini e percorso di standardizzazione
Il termine “antropometria” deriva dai termini greci anthropos (uomo) e metron (misura), e si riferisce alla scienza che studia le misure del corpo umano e delle sue proporzioni.
Le sue radici affondano nella storia dell’arte e della scienza, dal Doriforo di Policleto nel V secolo a.C., fino a Leonardo da Vinci e agli studi rinascimentali sulle proporzioni ideali.
Il primo tentativo ufficiale di standardizzazione delle tecniche antropometriche risale al Congresso di Francoforte del 1880. Ma è solo dagli anni ‘60, con l’International Biological Program (IBP), che si stabilisce un vero protocollo internazionale.
Un punto di svolta si ebbe poi nel 1988, con la Conferenza Arlie in Virginia, in cui Lohman, Roche e Martorell codificarono le tecniche statunitensi nel primo manuale di riferimento antropometrico moderno.
Il processo di unificazione metodologica proseguì con il lavoro dell’Australian Institute of Sport e culminò nel 1996 con la pubblicazione del Libro Antropometrico, poi evoluto nei “International Standards for Anthropometric Assessment (ISAK)” nel 2001 e aggiornato più volte fino al 2019.
Oggi, il “Protocollo internazionale per la valutazione antropometrica” dell’ISAK rappresenta un punto di riferimento per misurazioni affidabili, comparabili e ripetibili, promuovendo un linguaggio comune a livello globale.
La società internazionale per l’avanzamento della cineantropometria (ISAK) è stata fondata come organizzazione di persone il cui lavoro scientifico e professionale è legato all’antropometria.
Mentre l’antropometria si riferisce alle procedure e ai processi scientifici che permettono di ottenere sia misure dimensionali anatomiche superficiali, sia misure di base, pliche, perimetri, lunghezze, altezze e diametri del corpo umano per mezzo di strumenti specializzati, la cineantropometria è una disciplina che studia le modificazioni corporee nel tempo, focalizzandosi sull’essere umano in evoluzione piuttosto che sul movimento in senso stretto. Analizza i cambiamenti morfologici che avvengono durante il ciclo di vita — dalla crescita infantile alla maturità, fino alla senescenza — e valuta l’impatto che fattori ambientali e comportamentali, come la nutrizione e l’esercizio fisico, possono avere sulla composizione corporea.
A differenza dell’antropometria, che si limita alla raccolta delle misure fisiche del corpo (come lunghezze, pliche, perimetri, diametri), la cineantropometria utilizza queste misure per stabilire relazioni con altri ambiti scientifici, quali il movimento umano, la fisiologia, la crescita e lo stato di salute. È, quindi, un approccio integrato che non si limita a descrivere, ma cerca di comprendere il significato funzionale della forma corporea.
Come sottolineato da Ross [1], si tratta di una scienza che studia la relazione tra struttura e funzione, rendendola una disciplina accademica trasversale che trova applicazione nelle scienze motorie, nella medicina, nella nutrizione e nella performance sportiva. Grazie a questo approccio, è possibile analizzare con precisione la morfologia, la composizione corporea e le proporzioni fisiche, fornendo dati fondamentali per comprendere come il corpo reagisce e si adatta a stimoli esterni come l’allenamento, l’alimentazione o eventuali patologie.
Per garantire l’accuratezza e la comparabilità delle valutazioni, l’ISAK (International Society for the Advancement of Kinanthropometry) ha definito protocolli di misurazione rigorosi: sono stati standardizzati i punti anatomici di riferimento, le modalità operative e gli strumenti da utilizzare. Questo ha permesso di elevare l’antropometria e la cineantropometria a strumenti scientificamente validati, riconosciuti e applicati a livello internazionale in ambito clinico, sportivo e di ricerca.
Valutare la composizione corporea: tra modelli, metodo e rigore terminologico
La valutazione della composizione corporea rappresenta uno degli ambiti più rilevanti dell’antropometria applicata, sia in contesti clinici che sportivi. Comprendere come è suddivisa la massa corporea in diverse componenti – tessuto adiposo, muscolare e osseo – consente non solo di monitorare lo stato di salute e performance dell’individuo, ma anche di interpretare i cambiamenti fisiologici legati all’allenamento, alla nutrizione o a condizioni patologiche.
Tecniche di stima
Poiché la dissezione di cadaveri rappresenta l’unico metodo diretto per determinare con precisione la composizione corporea (e ovviamente non è applicabile in vivo), tutte le altre tecniche si basano su stime indirette, ciascuna con specifici margini di errore e richiesta di precise standardizzazioni. Tra i metodi strumentali maggiormente utilizzati troviamo:
- DEXA (densitometria a raggi X a doppia energia)
- UWW (pesata idrostatica) e ADP (pletismografia ad aria)
- BIA (bioimpedenza elettrica)
- Antropometria
Antropometria: tra rigore scientifico e accessibilità
L’antropometria, pur essendo un metodo indiretto o doppiamente indiretto (a seconda delle variabili e dei modelli utilizzati), si conferma uno strumento essenziale per stimare la composizione corporea in modo pratico ed efficiente. L’uso delle pliche cutanee e dei perimetri corporei, se condotto secondo i protocolli internazionali ISAK, consente di ottenere dati affidabili e replicabili.
Superare il BMI: verso indicatori realmente rappresentativi
Per decenni, l’Indice di Massa Corporea (BMI) è stato lo strumento principe per la classificazione del sovrappeso e dell’obesità. Tuttavia, la sua inadeguatezza è oggi ampiamente riconosciuta in letteratura scientifica: il BMI non distingue la massa grassa dalla massa muscolare, né fornisce indicazioni sulla distribuzione del grasso corporeo—due aspetti fondamentali per valutare la salute metabolica e il rischio cardiovascolare.
Un soggetto atletico con elevata massa muscolare può risultare “sovrappeso” secondo il BMI, mentre un soggetto normopeso con alta adiposità viscerale può presentare elevati fattori di rischio cardiometabolici non rilevati da tale indice.
Pertanto, più che la massa corporea totale, determinare la composizione corporea può riflettere meglio lo stato di salute delle persone. A questo proposito, il grasso corporeo può essere utilizzato per monitorare diverse malattie, come quelle metaboliche e cardiovascolari quando è in eccesso, e deficit ormonali e immunitari quando è carente [2-3]
La quantificazione del grasso corporeo tramite procedure basate su misurazioni antropometriche deriva principalmente dallo spessore delle pliche cutanee misurato in diversi punti del corpo, inserito in equazioni predittive, ma è importante notare che sono state sviluppate numerose equazioni predittive in base a fattori come sesso, età e origine etnica, e sono specifiche per atleti e non atleti. Di conseguenza, ciò implica che l’equazione predittiva da utilizzare per una determinata persona dovrebbe essere scelta tenendo in considerazione tutti i fattori insieme, ma i professionisti potrebbero non essere a conoscenza dell’esistenza di tutte le equazioni disponibili. Inoltre, ogni equazione è stata sviluppata su una popolazione specifica, e l’assenza di corrispondenza con le esatte caratteristiche di tale popolazione può determinare un errore sistematico.
Per semplificare il processo, si può considerare la possibilità di sommare le pliche cutanee senza doverle inserire in equazioni predittive, liberando così i risultati da eventuali errori derivanti dal processo matematico [4–5].
Le linee guida internazionali indicano che le pliche di triceps, biceps, sottoscapolare, cresta iliaca, sovraspinale, addominale, coscia e gamba sono le più rappresentative della distribuzione del grasso corporeo umano [6]. La somma di queste otto pliche cutanee (Σ8SKF) ha dimostrato una correlazione con la quantità totale di grasso corporeo [7–8], rendendo quindi non strettamente necessario l’uso di equazioni.
Inoltre la distribuzione del grasso corporeo può essere valutata anche mediante il rapporto vita-fianchi (WHR), cioè il rapporto tra le circonferenze della vita e dei fianchi [9]. Il WHR è stato fortemente proposto come parametro per ridefinire l’obesità insieme ad altri indicatori [9].
Per questo ci si è posta l’urgenza di definire indicatori realmente rappresentativi la cui risposta si può trovare nella somma delle pliche cutanee e sul rapporto vita/fianchi (waist-to-hip ratio, WHR) che considera appunto i perimetri di vita e fianchi.
Va notato, tuttavia che fino a poco tempo fa che la Σ8SKF non ha mai avuto riferimenti in letteratura per la popolazione adulta, essendo disponibile solo per gli atleti [10] e anche per il WHR la letteratura ha fornito dei riferimenti per i giovani [11-12], ma non erano disponibili dati rappresentativi per gli adulti né analisi sull’intero arco della vita.
Tuttavia uno studio recente [13], condotto su 2.507 adulti sani, ha fornito per la prima volta curve centili di riferimento per questi due indicatori antropometrici (Σ8SKF e WHR, rappresentando uno strumento utile per la pratica clinica, sportiva e nutrizionale.
Le curve centili ottenute da questo studio offrono vantaggi concreti e pratici:
-Permettono una valutazione oggettiva dello stato di adiposità, senza ricorrere a strumenti complessi come DEXA o TC.
-Offrono indicatori sensibili al cambiamento in risposta a interventi nutrizionali, sportivi o clinici.
– Consentono l’identificazione precoce di soggetti a rischio metabolico, in particolare attraverso WHR, riconosciuto marker di rischio cardiovascolare.
I nuovi riferimenti percentili e i momenti di cambiamento identificati in questo studio possono offrire un valido supporto a professionisti per il monitoraggio della composizione corporea e per la selezione di strategie nutrizionali e di allenamento adeguate volte al suo miglioramento in ambito clinico e ambulatoriale, sportivo e di ricerca.
I corsi ISAK powered by SANIS BODY sono il nuovo Progetto SANIS nato per rendere gli standard internazionali antropometrici ISAK alla portata di tutti i professionisti che si occupano di sport, salute e benessere.
Consulta i prossimi corsi disponibili sul territorio, apprendi di più sulla composizione corporea e ottieni la tua certificazione Isak con antropometristi certificati (https://www.sanis.it/body-corsi-cineantropometria)
Riferimenti bibliografici
- Ross, W. D., Hebbelinck, M., Brown, S. R., & Faulkner, R. A. (1978). Kinanthropometric landmarks and terminology. En: Shepard, R. J., & Lavalle, H., editores. Physical fitness assessment. Pp. 44-50. Springfield, Estados Unidos: Charles C. Thomas Publishers.
- Stefan N. Causes, consequences, and treatment of metabolically unhealthy fat distribution. Lancet Diabetes Endocrinol. 2020;8(7):616–27. https:// doi.org/10.1016/S2213-8587(20)30110-8 PMID: 32559477 4
- Antuna-Puente B, Fellahi S, McAvoy C, Fève B, Bastard J-P. Interleukins in adipose tissue: keeping the balance. Molecular Cellular Endocrinol. 2022;542:111531. https://doi.org/10.1016/j.mce.2021.111531 5
- Petri C, Campa F, Holway F, Pengue L, Arrones LS. ISAK-based anthropometric standards for elite male and female soccer players. Sports (Basel). 2024;12(3):69. https://doi.org/10.3390/sports12030069 PMID: 38535732 10.
- Melo D de A, Hortegal EVF, Guimarães ACA de M, França AKT da C, Alves JJDA, Santos EMD, et al. Sum of skinfolds measurement can be used in the estimation of total body fat in patients with chronic kidney disease undergoing hemodialysis. Nutr Hosp. 2021;38(1):94–9. https://doi. org/10.20960/nh.03338 PMID: 33319581 12.
- Serafini S, Charrier D, Izzicupo P, Esparza-Ros F, Vaquero-Cristóbal R, Petri C, et al. Anthropometric-based predictive equations developed with multi-component models for estimating body composition in athletes. Eur J Appl Physiol. 2025;125(3):595–610. https://doi.org/10.1007/s00421 024-05672-3 PMID: 39641837 7.
- Willems A, Paulson TAW, Keil M, Brooke-Wavell K, Goosey-Tolfrey VL. Dual-energy X-Ray absorptiometry, skinfold thickness, and waist circumfer ence for assessing body composition in ambulant and non-ambulant wheelchair games players. Front Physiol. 2015;6:356. https://doi.org/10.3389/ fphys.2015.00356 PMID: 26640442 13.
- Martínez Noguera FJ, Alcaraz PE, Carlos Vivas J, Chung LH, Marín Cascales E, Marín Pagán C. 8 weeks of 2S-Hesperidin supplementation improves muscle mass and reduces fat in amateur competitive cyclists: randomized controlled trial. Food Funct. 2021;12(9):3872–82. https://doi. org/10.1039/d0fo03456h PMID: 33977947 15.
- The Lancet Diabetes & Endocrinology. Redefining obesity: advancing care for better lives. Lancet Diabetes Endocrinol. 2025;13(2):75. https://doi. org/10.1016/s2213-8587(25)00004-x 16. Haas G-M, Liepold E, Schwandt P.
- Santos DA, Dawson JA, Matias CN, Rocha PM, Minderico CS, Allison DB, et al. Reference values for body composition and anthropometric mea surements in athletes. PLoS One. 2014;9(5):e97846. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0097846 PMID: 24830292
- Haas G-M, Liepold E, Schwandt P. Percentile curves for fat patterning in German adolescents. World J Pediatr. 2011;7(1):16–23. https://doi. org/10.1007/s12519-011-0241-4 PMID: 21191772 17. Bacopoulou F, Efthymiou V, Landis G, Rentoumis A, Chrousos GP.
- Waist circumference, waist-to-hip ratio and waist-to-height ratio reference per centiles for abdominal obesity among Greek adolescents. BMC Pediatr. 2015;15:50. https://doi.org/10.1186/s12887-015-0366-z PMID: 25935716 18.
- Campa F, Coratella G, Petri C, Spataro F, Charrier D, Cerullo G, et al. (2025) From fat to facts: Anthropometric references and centile curves for sum of skinfolds and waist-to-hip ratio in 2,507 adults. PLoS One 20(6): e0326111. https://doi.org/10.1371/ journal.pone.0326111





