Il tennis è uno sport che negli ultimi decenni ha vissuto una trasformazione radicale, sia dal punto di vista tecnico che scientifico. Innovazioni tecnologiche, nuovi materiali, analisi avanzate dei dati, neuroscienze applicate e superfici di gioco modificate hanno ridefinito il modello prestativo di questa disciplina. Parallelamente, anche la nutrizione e l’integrazione hanno assunto un ruolo sempre più centrale: se un tempo erano considerate supporti generici, oggi rappresentano strumenti mirati e basati sull’evidenza scientifica.
Il nuovo modello di gioco
Rispetto agli anni ’80 e ’90, il tennis odierno è più intenso e fisicamente impegnativo. Le evidenze degli ultimi anni descrivono alcuni cambiamenti:
l’età media dei professionisti è salita da 23 a 27 anni negli ATP e da 21 a 25 anni nelle WTA (1985-2019), segno di una longevità agonistica più elevata;
i giocatori tendono a posizionarsi 2-4 metri dietro la linea di fondo, per avere più tempo di reazione su colpi potenti e con molto topspin;
gli scambi si sono allungati fino a una media di 4-6 colpi, contro 1-2 degli anni ’90;
le distanze percorse in partita sono passate da 1-2 km a 3-5 km, con punte oltre i 10 km nei match più lunghi;
la velocità del servizio raggiunge oggi i 220-240 km/h negli uomini e i 190-200 km/h nelle donne;
il topspin ha superato le 3.000 RPM, contro valori medi inferiori ai 2.000 negli anni ’90.
Questo ha reso il tennis moderno uno sport ibrido, che richiede allo stesso tempo esplosività, agilità multidirezionale, resistenza neuromuscolare e capacità di recupero attivo tra scambi ripetuti.
Fisiologia e fabbisogni energetici
Il tennis è caratterizzato da sforzi esplosivi di 3-10 secondi, intervallati da recuperi parziali di 10-20 secondi e fasi di recupero passivo di 60-90 secondi.
Dal punto di vista fisiologico:
la frequenza cardiaca media è pari al 60-80% della FC max;
il consumo di ossigeno è intorno al 60-70% del VO₂max;
il lattato ematico oscilla tra 2 e 5 mmol/L, con picchi fino a 7 mmol/L (Dimitru et al., 2023).
La fatica è un fattore cruciale e multifattoriale:
neuromuscolare (calo della forza esplosiva e della rapidità negli spostamenti),
metabolica (accumulo di lattato, ammonio e deplezione di glicogeno),
mentale (riduzione del decision-making e della precisione).
Dopo match intensi si osservano riduzioni della velocità del servizio del 3-10%, cali di precisione fino al 70%, perdita di potenza esplosiva (counter movement jump) per oltre 24 ore, e aumento dei marker infiammatori e del cortisolo. Non a caso, i ritiri per esaurimento o infortunio nei tornei ATP e WTA sono molto più frequenti dal 2000 a oggi (Oliver L, et al (2024).
Fabbisogni calorici nel tennis
Gli studi condotti su giocatori d’élite hanno stimato un consumo medio di circa 4.700 kcal al giorno nei maschi e 3.600 kcal al giorno nelle femmine (Ellis DG et al, 2024). Durante una singola partita, della durata compresa tra 90 e 150 minuti, il dispendio energetico può variare tra 650 e oltre 1.000 kcal, a seconda dell’intensità dello scambio, della superficie di gioco e del livello dell’atleta.
Durante gli allenamenti, il consumo medio si colloca intorno a 10 kcal al minuto nei maschi e 7–8 kcal al minuto nelle femmine, valori che testimoniano quanto l’attività sia impegnativa anche al di fuori delle competizioni ufficiali.
Questi dati sottolineano come il tennista professionista viva in una condizione di elevato turnover energetico quotidiano. Per sostenere performance, recupero e composizione corporea, è indispensabile un piano nutrizionale che garantisca un apporto calorico adeguato, con particolare attenzione a:
Carboidrati: 5–7 g/kg/die nei periodi di allenamento normale; 7–10 g/kg/die nei periodi di gara o carichi elevati (periodizzazione);
Proteine: 1,5-2 g/kg/die → supportano riparazione muscolare, adattamenti e resistenza neuromuscolare;
Grassi: ~1,5 g/kg/die → ruolo energetico complementare, supporto ormonale e assorbimento vitaminico.
Integrazione: dal “non utile” al “possibilmente utile”
Se fino ai primi anni 2000 l’integrazione nel tennis veniva guardata con scetticismo, oggi diversi supplementi hanno guadagnato validazione scientifica, anche se con livelli di evidenza differenti.
Caffeina
Anni 2000: per l’ITF non vi erano evidenze conclusive; nessun miglioramento osservato nella forza, nella crescita muscolare o nella performance specifica di gioco.
Oggi: la revisione del 2020 mostra miglioramenti significativi in sprint, salti, performance mentale e tempi di reazione, con un possibile effetto positivo anche sulla precisione dei colpi.
Posologia efficace: 3–6 mg/kg, assunti 30–60 minuti prima della partita.
Status: da “non utile” a supportata.
Creatina
Fino al 2006: i dati disponibili mostravano assenza di benefici specifici per il tennis (nessun effetto su velocità del servizio, sprint o forza degli arti). Venivano anche segnalati possibili disturbi gastrointestinali e rischio di disidratazione.
Oggi: la revisione sistematica del 2020 riporta solo due studi specifici, ma colloca la creatina tra gli integratori “possibilmente utili”, soprattutto per la capacità di ripetere sprint ravvicinati e migliorare il recupero, in analogia con le evidenze positive in altri sport intermittenti.
Posologia efficace: 0,3 g/kg/die.
Status: da “non utile” a possibilmente utile.
Bicarbonato di sodio
Anni 2000 (prima): l’ITF non considerava il bicarbonato utile per il tennis. Veniva segnalata la capacità di tamponare l’acidosi lattica indotta dall’attività anaerobica, ma senza un reale beneficio sulla performance in condizioni di gioco. Al contrario, erano riportati frequenti effetti collaterali gastrointestinali, soprattutto se assunto senza adeguata idratazione.
Oggi: la revisione sistematica del 2020 (Vicente-Salar, N.et al. (2020) ha classificato il bicarbonato tra gli integratori “possibilmente utili”, in grado di prolungare la capacità di mantenere forza e potenza nei match intensi e prolungati; la revisione del 2021 (Domínguez, R.,et al (2021) conferma l’inclusione del bicarbonato tra i supplementi che possono ottimizzare la performance tennistica,
Posologia efficace: 0,3 g/kg, assunto 70–90 minuti prima della competizione.
Status: da “non utile” a possibilmente utile.

Il cambio di paradigma
Questo percorso segnala un cambio di paradigma fondamentale:
Prima (anni ’90 e primi 2000): la nutrizione era vista soprattutto come “carburante”, mentre gli integratori erano giudicati con cautela, spesso considerati non utili o marginali.
Oggi: la nutrizione è considerata parte integrante del modello prestativo, e alcuni integratori hanno conquistato un ruolo validato o potenzialmente utile, con un impatto diretto su sprint, resistenza neuromuscolare, lucidità mentale e recupero.
Il tennis moderno non si vince solo con il talento e la tecnica: richiede una preparazione scientificamente mirata, dove nutrizione e integrazione sono strumenti di performance tanto quanto la tecnologia delle racchette o l’analisi dei dati.
Riferimenti bibliografici





